Scrivi che ti passa…

Pordenonelegge 2017 spegne i riflettori su questa edizione appena disturbata da un meteo tutto sommato generoso, rispetto le altre manifestazioni concomitanti in regione.

Per una serie di impegni che mi hanno vista scorrazzare auto&treno nel triveneto, non ho potuto godere appieno delle offerte davvero interessanti segnalate nel libretto nero/giallo, anzi – devo essere sincera? Proprio nessuna, ohibò.
Avevo evidenziato crocette sugli appuntamenti di scienza-filosofia-storia, e quelli di arte-e-architettura, mettendo addirittura tre o quattro grossi asterischi per la tematica “nel nostro tempo” (ammetto: trascurando sia “letteratura” che “poesia”) e invece niente, persi tutti.

È vero che appartengo a quel tipo di popolazione istintiva che se può, evita di prenotare – in genere la prenotazione mi mette in uno stato d’ansia – lo so che consente di gestire al meglio qualsiasi tipo di attività o evento, ma a me non piace, mi fa sentire “legata” a qualcosa/qualcuno, potrebbe succedere di tutto – nel frattempo – da impedirmi ugualmente di partecipare e comunque mi piace svegliarmi al mattino e pensare “oggi ho voglia di fare questo, o quello” e provarci. Naturalmente nel tempo libero o nelle vacanze. Nel lavoro programmo anch’io a medio/lungo raggio con precisione da orologiaio (vabbè, quasi).
Dunque, al di là che pordenonelegge rappresenti un’attività soggetta a organizzazione meticolosa (e dunque un lavoro per una quantità considerevole di persone), che generi profitto e visibilità, che io ADORI letteralmente questa nostra manifestazione cresciuta e maturata in modo eccellente, mi permetto ugualmente di esprimere tre piccole perplessità, (posso vero?) Potrebbero servire, e poi l’articolo 21 è ancora valido.

1) La coda del serpente
2) La pipì al netto
3) Il gadget previdente

LA CODA DEL SERPENTE

Ho già detto che non mi piace prenotare. Non avrei comunque potuto, non sapendo quanto tempo avrei avuto a disposizione e in quale giorno – a volte succede di accavallare impegni. Quindi cerco di fare il possibile, scegliendo tra due eventi concomitanti del pomeriggio: Stiegler e Searle, convento San Francesco e palazzo Mantica tutti e due alle 16. Sono già in Corso quindi opto per la fila due, è una fila iperbolica e non mi sorprende immaginare che non ci staremo tutti. Infatti.
Decido allora di non perdermi il racconto sullo spaventoso incendio che settecento anni fa  rase al suolo Pordenone, ma è alle 19 e la sala convegni della Camera di Commercio è occupata, quindi faccio una puntata alla Mostra Mercato e mi ripresento lì alle 18. Piccola fila (a sinistra) di sagge persone che hanno prenotato, smisurata anaconda (sulla destra) di sciagurati non-prenotatori. Mi infilo speranzosa che qualche angelo passi per tempo a distribuire contrassegni in modo da non attendere inutilmente. Falsa speranza. Attendo circa 45 minuti, poi vengono ad avvisare i tre quarti di anaconda che i posti sono esauriti. Dispiaceee… (lo pronuncio stile Crozza quando fa l’imitazione di Conte). Mi defilo per non sentire le lagnanze della folla e vado a comprarmi un paio di scarpe: non alzerò la mia cultura, ma almeno contribuisco a risollevare il PIL.

LA PIPÌ AL NETTO

Giorno prima. Scendo dal regionale veloce proveniente da Venezia con la guida pordenonelegge-edizione-2017 aperta: sono pronta come un caccia a fiondarmi allo Spazio Incontri, ma mi scappa la pipì e non mi va di fermarmi a prendere un caffè perché ne ho già presi due, quindi mi dirigo verso la toilette della stazione.
Mi blocca un signore dietro una piccola cattedra organizzata con timbri, blocchetti e plan settimanale. Parla al telefono professionalmente e nel contempo mi dice: “Lo sa che costa un euro accedere alla toilette”? “Da quando”? chiedo io abbastanza perplessa, “Da sei mesi” dice lui. Pago e penso che un’altro caffè poteva anche starci. Perbacco, siamo proprio diventati cittadini, lo stesso prezzo che fanno a Venezia Santa Lucia o alla Stazione Termini che magari come affluenza fanno qualche numero in più. Faccio un rapido calcolo di quando – nel Cretaceo – ero studentessa pendolare e penso che oggigiorno avrei sforato la paghetta solo per fare plin-plin. Sì, lo so che in questi giorni di eventi hanno allestito i servizi chimici, ma penso che con 50 centesimi anziché un euro ci starebbero dentro tutte le spese di pulizia e che forse, un servizio accessibile alla cittadinanza decente e gratuito, dico uno solo – non due o tre – un Comune di cinquantamila anime potrebbe permetterselo.

IL GADGET PREVIDENTE

Giorno dopo. Esco di casa con un raggio di sole – finalmente!
Osmer-fvg ha comunque previsto instabilità e dal primo di settembre ci sta azzeccando eccome.
Zainetto, guida nero/gialla, cappellino e nient’altro. Primo: per ottimismo forzato. Anzi no, si chiama “legge dell’attrazione” o “inconscio punto zero”. Fatto sta che l’ombrello, se proprio mi dovesse servire, me lo comprerò al banchetto dei gadget pordenonelegge. Nero coll’asino giallo. O giallo coll’asino nero. Oppure con bellissime citazioni scritte sopra, così alla fermata dell’autobus ho sempre qualcosa da leggere…
Anzi lo comprerò in ogni caso, pure se non piove, perché un ombrello pordenonelegge è sicuramente bellissimo e voglio fare promozione con ogni evento atmosferico.
Come? Non esiste un ombrello tra i gadget? Porca miseria, siete superstiziosi? Tanto piove lo stesso se deve, e pensa che bella sarebbe la città tutta gialla con gli asini neri…
Mah, devo proprio suggerirvi tutto io.

Con affetto però.

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