Sara: risveglio a Lanzarote

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29.12.16 Ieri sera sono rimasta a dormire a Lanzarote quindi il risveglio è stato un po’ diverso. Il mare da qui non si sente e nemmeno i gabbiani: oggi non c’è vento. Il profumo del caffè che entra da sotto la porta, mi fa venire in mente l’italia e per un attimo mi si ferma il cuore. “No Sara, qui stai bene: cazzo faresti stamattina se eri a casa? Anche se qui sei come un’immigrata comunitaria, almeno non senti il peso delle giornate senza sapere come andranno a finire”.

Quand’ero sposata mi è stato negato per anni di lavorare per occuparmi della famiglia. Ho lasciato il mio lavoro di impiegata per fare quello di moglie, mamma, nuora. Ma negare la propria libertà e soffocare i propri talenti (anche se per una giusta causa) porta inevitabilmente prima o poi al fallimento e così è stato! Con il divorzio e i figli più grandi, ho potuto riprendere a lavorare, ma intanto gli anni migliori per crearmi una professionalità se ne sono andati, il peso delle vicissitudini hanno lasciato segni profondi, l’autostima sotto i tacchi, il fisico provato. Non dovevo permettere a nessuno di prevaricare e negare ciò che sono sempre stata fin da piccola, libera. Ma l’ho lasciato fare e per riconquistarla ho dovuto lottare. Ho pagato salato. Sono caduta un sacco di volte in buche così profonde da non riuscire a vedere la luce.

Ora sono qua. Faccio colazione in terrazzo, gli altri sono andati a fare una corsa, ho tutto il tempo per riflettere e decidere se trasferirmi qui o cos’altro. H. 11.00 tutti pronti, si va nella capitale Arrecife per avere informazioni precise su come ottenere il NIE.

La città è molto grande e pittoresca, c’è di tutto come in una qualsiasi capitale europea. Si intravedono alcune navi da crociera attraccate al Porto e migliaia di turisti invadere ogni angolo. Caotica. Ripartiamo e ci fermiamo a mangiare una fantastica Paella Canaria in un localino fronte Oceano de El Golfo. Il sole è brillante e caldissimo nonostante si stia preparando al tramonto. Devo imbarcarmi entro le 17 per tornare a Fuerteventura a riprendere tutte le mie cose. Perdiamo tempo a far foto lungo la costa, salgo su per un pelo. Partita! Il mare è peggio di ieri, immagino come sarà domani.

Chiamo Luca per avvisarlo delle news, mi aspetta all’arrivo così ci prendiamo un capuccino al That’s Amore e chiacchieriamo per un’oretta. Mi riaccompagna a casa e mi confida che gli dispiace molto che io me ne vada, ma che si sente fortunato ad avermi conosciuta: non sono abituata a pensare che siano gli altri fortunati nel conoscermi e questo mi riempie di gioia.
H. 23.15 messaggio ai miei ragazzi, poi chiedo aggiornamenti a mia sorella su papa’: purtroppo l’operazione è inevitabile per salvargli la vita, diversamente gli rimangono solo sei mesi. Piango sconsolata e mi addormento.   →    (Vai all’episodio successivo)

PH Credits: C.P.® – Riproduzione Riservata. / Testi: C.P.®  Riproduzione Riservata. / Grafica: Laura Battistella

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