OLTRE IL WEB SEMANTICO

I CERAMISTI CI SALVERANNO DALL’OBLIO?

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Le mie amiche Glenda, Prisca e Adriana potrebbero scoprirsi dall’oggi al domani “copiste analogiche del sapere”. Insomma, ceramiste 3.0 su moderne tavolette sumeriche!
La faccenda nasce da un dubbio: quanto potranno resistere nel tempo quelle “mila-miliardi” di informazioni che produciamo in continuazione su laptop e iPhone?
Il volume cresce in maniera esponenziale, la conservazione digitale si rinnova, ma invecchia anche rapidamente. Qualcuno si ricorda dei floppy disk? Sono quasi scomparsi anche i CD, siamo sicuri che il XXI secolo non sarà un buco nero per i nostri discendenti?

credit-etc-se-mom3Un ceramista austriaco ha avuto una pensata visionaria: creare un “microfilm” in ceramica (non è una novità – una specie di “stele di Rosetta“) capace di contenere il dizionario del mondo. Una alternativa all’oblio digitale sotto forma di tavolette in ceramica (quelle dei Sumeri hanno superato i millenni arrivando intatte fino a noi), da incidere con un laser speciale: una tavoletta delle dimensioni di venti centimetri per lato contiene fino a duemila pagine di libro. Certo, paragonato alla potenzialità di un terabyte fa ridere, ma la questione è proprio la “tenuta” di queste informazioni che, una volta filtrate, semplificate, incise e cotte, possono resistere a temperature di 1.200 gradi, radiazioni e agenti chimici.

ph-credit-alamyQuesto progetto, all’apparenza bizzarro, è stato preso in considerazione da antropologi e archeologi della Linnaeus University svedese e dell’Univerità di Vienna, oltre all’Agenzia per l’energia nucleare (Ocse), incaricata di gestire combustibili e scorie nucleari, e altri soggetti scientifici. Questi ultimi vedono nelle “tavolette” una possibilità di segnalare i luoghi a rischio di scorie nucleari a chi abiterà la terra in un lontano futuro, nel caso remoto ma possibile di una cancellazione di dati virtuali.

Il progetto ha avuto un eco internazionale diventando crowdfunding (www.memory-of-mankind.com). La nuova “stele di rosetta” fatta di tavolette di ceramica verrà sepolta nella roccia all’interno di una miniera di sale, nel cuore delle montagne austriache. Il sale, adattabile e plastico, costituirà una garanzia in più in caso di frana interna. Il cunicolo della caverna subisce già naturalmente un restringimento annuale di due centimetri e si calcola che in meno di un secolo la “cassaforte delle ceramiche” con incisa la storia del mondo sarà sigillata definitivamente.

E come faranno i futuri abitanti a trovare le tavolette, magari tra centinaia o migliaia d’anni?
Aderendo al progetto crowdfounding si otterrà un medaglione in ceramica di sei centimetri, con le indicazioni del luogo, decifrabili da una civiltà di livello tecnologico pari agli anni ’80. Centomila persone aderenti al progetto equivalgono a centomila medaglioni sparsi per il mondo, che saranno i silenziosi depositari delle coordinate.
Nel 1977 il Programma Voyager inviò nello spazio interstellare due sonde contenenti due incisioni per grammofono, destinate a portare la nostra testimonianza presso le (eventuali) forme di vita extraterrestre. Con questo progetto il ceramista austriaco Martin Kunze affida a una tecnica ancora più antica, la ceramica, e alle miniere di Hallstatt la conservazione della memoria del genere umano.

Articolo: Laura Battistella
Ph Credits: memory-of-mankind.com / Alamy / Etc-Se / irgendlink.de /
Fonti: www.memory-of-mankind.com – Il Venerdì Repubblica

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