Il diario di Sara: Natale alle Canarie, sì però…

25.12.16 – NataleLeggi le puntate precedenti: →No Jobs

Già, è Natale. Oggi niente tuta, dopo quasi un mese metto un vestitino e mezzo tacco quindi sfreccio in bici a cercare la chiesa. Mi hanno detto che è in zona porto, fatico a trovarla perché non c’è un campanile alto che mi aiuti ad orientarmi, arrivo perciò trafelata a messa iniziata. È strapieno, ma riesco comunque a sedermi tra un tedesco e una anziana signora inglese. Il parroco traduce in quattro lingue la funzione, pure i canti si alternano, poi terminata, tutti in fila a baciare i piedini di Gesù bambino. È molto suggestivo essere qui oggi.

Esco e chiamo i miei ragazzi per fare gli auguri, con non poca emozione ! Rincasando incrocio Serena che mi chiede dove farò il pranzo di Natale: “Bu, credo non pranzerò” le rispondo con tristezza e lei mi chiede se le faccio compagnia dato che pure oggi il suo compagno lavora al ristorante.

Entriamo così in un localino, mangiamo una cosina e facciamo arrivare le 17.00 quando inizia a piovere a dirotto e tira un vento da tormenta. Un Natale insolito, lontana dalla mia terra, dai miei figli, da tutto. Arrivo a casa bagnata come un pulcino e infreddolita, mi butto a letto e piango con tutta la disperazione che ho in corpo. Mi addormento e mi risveglio al richiamo di Antonella che mi ricorda che è ora di cena. Ah, quasi dimenticavo, domattina ho una prova in un negozio del centro… da noi a Santo Stefano è festa, qui si lavora. Notte!! 

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PH Credits: C.P.® / Testi: C.P.® / Grafica: Laura Battistella / Riproduzione Riservata.

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