Il Diario di Sara: il primo Natale lontano da casa

24.12.16 – Vigilia di Natale – 〈Leggi tutte le puntate precedenti

Come tutte le mattine mi sveglia l’oceano, stamane un po’ più tardi del solito, in Italia mi avrebbero svegliato i clacson delle macchine già in coda per gli ultimi acquisti natalizi in centro città. Esco di corsa per le foto di rito.

Fa freschetto quindi rincaso subito e mi preparo per l’ultima lezione dell’anno di thai-chi. Alle 12 sono in centro alla ricerca di una libreria, si è alzato un vento fortissimo, tremendo. Pedalare controvento è un’impresa titanica, ma Serena, la ragazza che ho conosciuto in questi giorni al corso, mi taglia il vento pedalando davanti a me. Ha una trentina d’anni e vive qui con il moroso che fa il cuoco in un locale sull’Avenida centrale: mi dice che prende poco, fa turni su turni, ma piuttosto che rientrare in Italia, preferisce fare questa vita ! Lei invece lavora in un autonoleggio da 8 mesi: non è in regola, per non perdere l’assegno di disoccupazione in Italia (ahhh pero’) ! Entriamo, non c’è molta scelta, inoltre di libri italiani nemmeno l’ombra, ah ecco laggiù in fondo nascosti alcuni volumetti di vecchia data. Qui nemmeno un Cinema trovi. Se vuoi fare qualcosa di diverso, meglio che ti arrendi, questa è l’isola, ha il suo perché. 

Arriva Luca e ci invita per un brindisi e un buffet offerti dai suoi amici di un locale italiano: simpaticissimi e gentilissimi. Arriva presto il pomeriggio, penso a cosa staranno facendo i miei figli, mi prende la malinconia, afferro in volata quella lacrima che tengo nascosta per non rovinare il buonumore agli altri e ci dirigiamo verso la spiaggia. Il cielo si fa scuro, il vento freddo, i surfisti estasiati sfrecciano con le loro tavole che sembrano dei missili terra-aria mentre noi lì a guardarli e fotografarli in silenzio: la libertà non ha proprio prezzo. Riprendiamo a passeggiare sulla battigia di lava nera e ci imbattiamo su un simpaticissimo Babbo Natale che ci fa holaaaaaaa!! Loro da lì a poco rientrano a casa mentre io proseguo fino al locutorio a verificare le mail ed inviare un ultimo cv.

Arriva anche l’ora di cena e penso a tutti quei cenoni della vigilia con figli piccoli, parenti e regali da scartare, la messa di mezzanotte spesso sotto la neve, la gioia ed il calore protettivo di una famiglia che ormai non c’e’ più da tantissimo tempo: altre lacrime che però stavolta lascio scorrere, piango a dirotto, mi metto le mani tra i capelli e rannicchiata sul letto penso “ma che cazzo di vita è la mia?” Sto lì in compagnia dei miei singhiozzi, ho bisogno di questo momento di sfogo, di ricordare, di stare più male del male, fortunatamente squilla il cellulare: “Sara veloce dai ti aspettiamo al Cinese, è la vigilia non starai mica a casa?” Devo proprio dire “Grazie amici, volevo spararmi un colpo!” Trovarsi la sera prima di Natale a mangiare involtini primavera fritti in un contesto del genere, non è da tutti, la serata è volata e per concludere, mi hanno portata a vedere i locali dove fanno musica di tutti i generi, c’è gente di tutti i generi, ne vedi di tutti i generi! – (Vai alla puntata successiva)

PH Credits: C.P.® – Riproduzione Riservata. / Testi: C.P.® / Grafica: Laura Battistella Riproduzione Riservata.

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