Siamo cattivi: La teoria dell’incompetente

SIAMO CATTIVI?
SI, SIAMO CATTIVI.

O… se non lo siamo – ci fanno diventare. Stamattina al Patronato ho incontrato una amica, anche lei lì per cercare assistenza e consulenza. Sta combattendo coi denti una situazione di precarietà (diffusa fra noi tutti) ma – ancora peggio – ha appena perso un’occasione importante (per il cui buon esito si era applicata scrupolosamente) a causa dell’inefficienza di un operatore amministrativo del pubblico servizio.

Una persona il cui incarico è dare risposte precise a precise domande. Questo signore/signora, nella sua ostentata sicurezza ha sbagliato in pieno la risposta: non solo non ha posto in dubbio il proprio (mancato) aggiornamento, ma non ha fatto neppure una ricerca presso altre fonti per assicurarsi l’attendibilità di quanto stava affermando, insomma ha fornito all’utente una informazione totalmente sbagliata, compromettendone il buon esito.

Ovviamente la mia amica è ora fortemente incazzata, soprattutto nel sentirsi dire come giustificazione: «Purtroppo è stato un nostro errore» (plurale maiestatis). Ammissione di colpa che non cambierà la riuscita delle cose. Sì, forse lei potrà fare un ricorso o una vertenza (ma con quali costi e tempi?) Fatto sta che ci chiediamo: se l’errore fosse stato provocato da un cittadino comune…

Ora mi viene in mente una affermazione molto interessante, che ho letto da qualche parte:  «Ogni membro di un’organizzazione gerarchica scalerà la gerarchia fino a quando non raggiungerà il suo livello massimo di incompetenza, e lì si fermerà». (L’ha detto uno psicologo: Laurence J. Peter).

Infatti funziona così:

Tutti si aspettano avanzamenti di carriera o promozioni, soprattutto quelli che eccellono nelle loro funzioni si aspettano di ricoprire mansioni che richiedono sempre più abilità, competenze e gratificazioni economiche. Ma non è garantito che esista una relazione fra l’efficienza dimostrata da una persona nel precedente incarico e la sua capacità di svolgere altrettanto bene un incarico superiore. Non so voi, ma io avrei un piccolo elenco di nomi al riguardo.

InTENDIAMOCI: È UNA COSA VIRALE E GLOBALE

Verrebbe subito da ribattere «Tipicamente italiano», vero? Invece no. Vi dice niente per esempio la tragedia della Grenfell Tower a Londra? Chi si addentrerà a cercare responsabilità nella catena decisionale e imprenditoriale di riqualificazione?

Ecco che il postulato dello psicologo di cui sopra svela una insospettabile verità: promuovendo ogni membro competente nella scala gerarchica questo continuerà la scalata fino a raggiungere un livello per il quale non sarà più competente, (ergo non sarà più promosso).
Risultato: una inarrestabile diffusione di incompetenza a tutti i livelli dell’organizzazione fino al collasso. Sembra che una serie di analisi matematiche comprovino questa teoria ma, da quanto vedo, non ho molta difficoltà a crederci. Personalmente non so quanto le organizzazioni verticali, burocratiche, centralizzate e con molti livelli gerarchici possano ancora essere considerate efficienti al giorno d’oggi.

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