I LIBRI CHE TRASFORMANO CHI LI SCRIVE, CHI LI LEGGE

Inauguro la nuova rubrica “Letture e commenti” di Cafecoworking, dedicando questa categoria alle storie e ai libri che in qualche modo ci trasformano.

Nessuno possiede la chiave di lettura universale per le questioni del mondo. Anzi, sembra proprio che ognuno affronti lo stesso problema utilizzando metodi totalmente differenti. Trasmettere esperienze, parlando o scrivendo, è il modo più efficace che abbiamo per crescere. La faccenda è sempre la stessa: un disagio fisico o mentale, dovuto al mancato allineamento con noi stessi. Nel mezzo si inserisce la genetica, l’ambiente sociale, la cultura. Questi sei libri ne parlano a loro modo. Comincio dai sognatori: Solo Bagaglio a mano“. Farsi inchiodare dentro una bara (vivi) con spargimento di terra sopra, sembra evocare tutta una serie di riflessioni sul tempo che abbiamo a disposizione, più che sul senso della vita, a partire dalla gioventù, delle cose non fatte o fatte male, distrattamente. E’ un libro gustoso e malinconico insieme, scritto con taglio scorrevole da un giornalista che apprezzo molto, Gabriele Romagnoli. Obiettivo: lasciare a casa ogni condizionamento superfluo. A fine lettura porterete con voi solo l’essenziale per stare bene.

Il vagabondo delle stelle“. Uno dei pochi romanzi che tengo sempre a portata di mano. Vademecum per l’evasione totale da ogni restrizione comportamentale. La lettura di quasi 400 pagine dell’ultima opera di Jack London apre scenari strabilianti eppure credibili che annullano lo spazio temporale attraversando le barriere fisiche come muri di nebbia. Pubblicato cento anni fa, resta attuale più che mai. Chi subisce il fascino degli ologrammi puntando al dono dell’ubiquità non lascerà mai più questa lettura.

Chiude il trio dei sognatori “L’uomo che credeva di essere Riemann” un connubio tra poesia e matematica che troppo pochi riescono ancora a scorgere. Scrittura delicatissima eppure infallibile e scientifica, accarezza lievemente il luogo comune che descrive i geni come personaggi ostici, asociali e anche un po’ pazzoidi, mantenendo la suspence fino all’ultima riga.

Il secondo gruppo di libri riguarda fatti reali, di chi affronta la negatività applicando diverse strategie. Quando il respiro si fa aria di Paul Kalanithi è il percorso complicato di un giovane neurochirurgo messo faccia a faccia con il cancro, il suo. Mentre la malattia lo precipita nel buio, la vita-progettata si svela nel suo aspetto più inatteso, ribaltando il focus di studioso in quello di paziente.
Nessuna ferita è per sempre ci insegna a cicatrizzare il passato: i problemi non si risolvono, si superano. Raffaele Morelli è un esperto in materia, dirige Riza psicosomatica. Questa sua frase mi è sembrata molto interessante e ho voluto approfondirla meglio qui: link.

Concludo infine con il libro di un amico

(Mi prendo questa libertà, anche se ci conosciamo poco). Il viaggio rotondo” di Omar Soriente potrebbe sembrare un vademecum completo per la felicità, con molti aneddoti, citazioni e metodi interessanti per riuscire a perseguire un cambiamento positivo. Ed infatti lo è – a volte poeticamente – ma la cosa interessante è scoprire cosa sta a monte: qual è la forza reale che muove tanta convinzione? L’esperienza trasformativa toccante che si legge nel libro precedente di Omar, infatti (La vita allo specchio) accoglie una verità che sta proprio nel punto dove la vita cede e sbanda, sfilacciandosi quasi perdutamente, per risorgere con un magico aggancio. Due libri indivisibili quindi. Buona lettura!

Testi e immagini: Laura Battistella

Commenti

commenti

Lascia un commento