700 Anni di Storia

L’Ospedale di Pordenone

Venerdì 23 agosto 2019 alle ore 19.00 si inaugura una mostra molto importante per la nostra città, ideata e curata da Tiziano Barbisin (https://www.facebook.com/tiziano.barbisin): ricorrono i 700 anni della prima documentata presenza di un ospedale a Pordenone.

Il vecchio Sanatorio nel 1950, ancora esistente

Con il lavoro certosino di alcune persone (che fortunatamente hanno saputo resistere alla malsana tentazione pordenonese di fare “pulizia della roba vecchia”) sono stati recuperati documenti e oggetti che testimoniano la storia della sanità nella nostra città. L’incipit di questa importante mostra inizia con queste parole:

“Talvolta, la scoperta di qualcosa di prezioso arriva solo se il destino ha deciso di mettere al posto giusto, nel momento più adatto, tutte quelle che con leggerezza usiamo chiamare coincidenze.
Forse, si tratta invece di qualcosa di più simile ad un riuscito cocktail da bravo barman. Tutti gli ingredienti, nelle giuste dosi.
Nel nostro caso, gli ingredienti furono: un vecchio scantinato impolverato destinato a concludere la sua gloriosa carriera per far posto alla sede dell’attuale banca; la curiosità di chi fu chiamato a svuotarlo; anche l’intuito nel capire di aver ritrovato un piccolo tesoro; un dirigente avveduto che non lasciò che quanto ritrovato finisse da un dimenticatoio ad un altro.
I documenti, la storia, le curiosità che potrete vedere e che raccontano un lasso di tempo che si perde nel lontano 1847, per arrivare fino al più recente 1981, giacevano impolverati nel Padiglione “N” dove sembravano destinati a passare inosservati, sminuiti dal brivido dei loro compagni di penombra: parti anatomiche conservate sotto formalina…”

Pulizie secolari…

“La curiosità umana e un po’ l’occhio lungo di chi si occupò di quelle pulizie secolari ebbero però il sopravvento, portando tutti quegli incartamenti dal buio dello scantinato in cui si trovavano, alla luce degli uffici dei coordinatori dei magazzini dove avvenne una prima catalogazione artigianale.
Si trattava, ve ne renderete conto, di un pezzo della storia del Santa Maria degli Angeli, un fondo archivistico sfuggito alla catalogazione complessiva, ma oggi quei documenti dimostrano di poter ancora raccontare qualcosa di interessante.
Un grazie, quindi, anche alla Provincia di Pordenone e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone che, con un importante contributo economico, consentirono il complesso lavoro della ricercatrice Francesca Fioret.
Il suo certosino lavoro ridiede a quelle “carte” il peso specifico perduto e ad ogni interessato il filo giusto per arrivare al bandolo della matassa.
Tra i molti scampoli di storia, ecco alcuni curiosi aneddoti che vi potranno sembrare impossibili, come la norma che prevedeva il ricovero e sussidio limitato ad una sola donna per istituto (regolamento dei Pii Istituti e dell’Ospitale di Pordenone 1847).
Curiose comunicazioni riguardo il consumo di frutta e di caffè oppure attraverso le schede stipendio dell’epoca, potrete intuire perché, per generazioni, lo sposo perfetto per ogni mamma era il medico.
Questo e molto altro in un viaggio, non convenzionale, di circa cent’anni legato alla storia di un’istituzione che fu ed è innegabilmente, importante per la nostra città.”

Santa Maria degli Angeli

L’Ospedale di Pordenone prende il nome dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli (detta Chiesa del Cristo, per via del Crocefisso che vi è all’interno) perché, di fronte a questo luogo di culto, la Confraternita di Santa Maria dei Battuti di Pordenone aveva fondato già dalla fine del 1200 un punto di assistenza e di ricovero per i pellegrini, i malati indigenti e gli esposti.

La citazione di “Hospitale beate Maria virginis de Portus Naonis” appare infatti in un decreto di indulgenza emesso dalla Curia pontificia ad Avignone nel 1319 – esattamente settecento anni fa – ed attesta i primi interventi caritativi come opere stabili e continuative nella città.

Via Ospedale vecchio

Successivamente l’Ospitale Sancte Marie, grazie a legati e donazioni delle famiglie più ricche, riuscì ad ampliare gli interventi garantendo vitto e alloggio per i malati più poveri, avviando alle oneste professioni i figli illegittimi, soccorrendo economicamente chi aveva subito danneggiamenti gravi… L’assistenza sanitaria rappresentava perciò solo un aspetto delle varie attività che venivano svolte con i proventi dell’ospedale, e così rimase fino al 1800 quando vennero attuate le prime riforme degli istituti di carità e l’ospedale si spostò nel fabbricato accanto alla chiesa, che nel frattempo era stato lasciato libero dalle monache agostiniane. Ancora oggi la strada “Ospedale Vecchio” ne ricorda la presenza.

Saltando le vicissitudini dell’Unità d’Italia (che si possono leggere nelle documentate pagine redatte da Francesca Fioret) con la legge Crispi del 1890 si definirono le istituzioni e le loro competenze finché, nel luglio del 1920, il Presidente dell’ospedale ottenne la concessione della caserma di Artiglieria “Umberto I” in via Montereale…

Dove sorge il nuovo ospedale

Nel 1921 i lavori di adattamento dei fabbricati furono completati e si trasferirono i primi reparti: la palazzina comando fu adibita ad Uffici, nelle due casermette trovarono posto le divisioni di Medicina e Chirurgia e le scuderie furono trasformate in cucina, magazzino, lavanderia e cappella (l’attuale biblioteca).

Il padiglione di ingresso negli anni ’80

Il 1° settembre 1933 dopo l’apertura della farmacia e di altri tre reparti entrò in funzione il sanatorio “Vittorio Emanuele III” l’attuale padiglione D; che fu realizzato sui terreni adiacenti la caserma acquistati dall’ospedale.

Con il secondo dopoguerra si ammodernarono le strutture, e venne realizzato il primo stralcio con la costruzione del padiglione d’ingresso che si conservò fino agli anni Novanta. I 500 posti letto dei primi anni ‘60 vennero raddoppiati con la realizzazione degli attuali padiglioni H, A e B.

Con la riforma ospedaliera del 1968 l’attività sanitaria venne organizzata in undici divisioni, nel 1996 venne restituita all’ospedale la personalità giuridica, che divenne un organismo autonomo di rilievo regionale. E recentemente nel 2015 l’Azienda ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” si è unita all’Azienda per i servizi sanitari n. 6 formando l’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 5 “Friuli Occidentale”… Ma questa è storia dei giorni nostri.

La Mostra, informazioni

La mostra, curata e promossa dall’Associazione Torre, si inaugura Venerdì 23 agosto alle ore 19.00 presso i locali della Parrocchia Sant’Agostino di Torre di Pordenone (in concomitanza con i consueti festeggiamenti di fine agosto), e prevede l’esposizione di curiosità, strumentari e documenti storici dell’ospedale pordenonese. Una sezione riguarda il borgo storico di Torre, e un’altra parte è dedicata agli ospedali militari da campo. Un’occasione unica per ritrovare immagini, oggetti e documenti che portano traccia del nostro passato, ora che l’attuale struttura sta per cambiare nuovamente la sua immagine per adeguarsi alle nuove esigenze tecnologiche.

La mostra proseguirà dal 13 al 22 settembre presso la parrocchia Santi Ruperto e Leonardo di Vallenoncello per concludersi poi, dal 27 settembre al 6 ottobre, alla Parrocchia San Lorenzo di Roraigrande.

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