Il Diario di Sara, dal 20 al 23 dicembre

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20-21-22-23.12.16 Mancano pochi giorni a Natale ed e’ la prima volta dopo 24 anni che lo passero’ senza i miei figli, faccio quindi una breve considerazione che esula dal contesto del diario, ma che in qualche modo ha sempre influenzato il mio ambito lavorativo. In quinta elementare, alla domanda d’esame su cosa volessi fare da grande ho risposto decisa: “voglio fare la mamma e l’infermiera”! Ho sempre pensato che occuparsi di una famiglia, fosse un mestiere e nonostante poi, mi fossi diplomata ragioniera ed abbia iniziato a fare l’impiegata ancor prima di terminare gli studi per motivi economici, questo desiderio di fare la mamma ed occuparmi dei miei figli, l’ho ampiamente esaudito e con soddisfazione impagabile. Per quanto riguarda l’infermiera, beh, viste le scelte di compagni di vita con caratteristiche patologiche e turbe non indifferenti, sì posso dire di aver fatto abbondantemente anche questo. Inoltre, ho avuto come genitori, due persone molto complesse e problematiche anche se conservo indelebile il ricordo di una bellissima infanzia. Oggi i miei figli sono maggiorenni, autonomi, seguono i loro desideri e talenti, sono ragazzi educati, umili, sensibili e pure ironici e divertenti (quante ne abbiamo fatte insieme e quanto ci siamo divertiti!) Hanno fatto scelte di vita diametralmente opposte (uno vive e lavora all’estero da diversi anni, l’altro invece è rimasto nei luoghi natali, convive, studia all’ Universtità ed è un politico). Questo Natale lo passeranno insieme al nord Europa perche’ il bene fraterno ed il rispetto che hanno delle loro diversità è fortissimo. Io purtroppo non li posso raggiungere, ormai sono qua e ci devo rimanere, ma il mio cuore sarà lassù, fiera e felice per loro.

Le giornate pre-natalizie nell’isola proseguono nella totale normalità, nessuna corsa per gli acquisiti di regali, nessun addobbo se non qualche strenna sporadica, nessuno che accenna di andare a messa (devo ancora capire se e dove c’è una chiesa qui) insomma pare sia davvero un giorno come un altro, dovuto forse anche per i 22° gradi, turisti che girano ovunque in bermuda ed infradito o il sole brillante che si riflette in un mare invitante. Il 22 mi arriva una mail da un hotel che mi conferma di aver ricevuto il mio cv, sono interessati alla mia figura, ma mi pregano di pazientare per fissare un colloquio: la pazienza qui è un ingrediente fondamentale come la farina per la pizza, quindi, pazienterò! Ho osservato attentamente come la gente lavora e vive qui, mi sono posta molti interrogativi, alcune risposte le ho avute direttamente da loro, altre me le sono date da sola: almeno il 50% se la racconta e te la racconta così bene che quasi ci credi, il rimanente 50% ha valide motivazioni: in fondo ogni mondo è paese. Un giorno osservavo basita una “butta dentro” di un bar, si perchè qui nell’isola questo è un mestiere e pure ben retribuito: una donna sui 55anni tirata a lustro, dicono che prima di arrivare qua facesse l’interprete, un lavoro prestigioso e di grande responsabilità. Chiedo in cosa consiste e mi viene risposto, fermare la gente per strada e convincerla a consumare nel locale: per una giornata di lavoro a chiamata per qualche ora, prende a forfait e subito dai 50 ai 100€ puliti. Rifletto: in Italia per un mese di lavoro in stage a progetto (8 ore al giorno per 4 settimane) l’Azienda ti dà 200€ mentre l’Inps 300€ (che te li accredita mesi e mesi dopo) per un tot. di 500€ al mese. Chiusa la riflessione! Quando ho deciso di partire, l’ho fatto con l’intenzione di ricominciare da capo per CambiareVita (non il CV quello non si può) poi arrivo qui e mi accorgo di non aver considerato una cosa fondamentale: non è traslocando che le mie difficoltà ed i miei disagi se ne vanno, ma attraverso un reale processo di crescita personale, un cambio di abitudini e pensieri soprattutto riguardanti me stessa, le mie reali capacità ed attitudini, i rapporti con le persone, con il lavoro, il denaro, l’ambiente che mi circonda…quindi, a prescindere, è bene fare questo altrimenti si rimarrà sempre un’opera incompiuta ed il fatto di non aver trovato subito quello che cercavo, a questo punto, è una gran fortuna! Ho il tempo per stare con me stessa e rivedere alcune cose. Se ho avuto il coraggio di continuare la mia vita ed arrivare anche fin qui (quando avrei voluto invece morire un sacco di volte negli ultimi anni) ora devo averne altrettanto per scegliere di vivere meglio in futuro. Non sono bastati anni di analisi ed autoanalisi: ci vuole quel passaggio in più e mi auguro davvero che l’essere catapultata in queste isole lontane tra mille difficoltà, dia davvero una svolta decisiva alla mia vita, magari starò qui per poco tempo, magari qualche mese, forse per sempre, chissà. Per ora ci sono. E poi, lo dice pure l’oroscopo…dal 2017 non ho più Saturno contro. Evvaiiiii (Vai alla puntata successiva)

PH Credits: C.P.® – Riproduzione Riservata. / Testi: C.P.® – grafica: Laura Battistella Riproduzione Riservata.

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