STORIE VERE: DIARIO A PUNTATE

testata-canarieSTORIE VERE: UNA DISOCCUPATA ALLE CANARIE – Diario a puntate

 L’altra settimana ho mandato un messaggio alla mia amica Sara:
«Come stai? Ti va un caffè a metà pomeriggio?»
Risposta: «Si certo ok per caffè …il 2/12 parto».
Vicino c’è il simbolo dell’aereo.
Mi verrebbe da dirle che pelandrona, ma lo penso con affetto, perché questa amica-quasi-cinquantenne è senza impiego da quasi due anni, eppure ce la mette tutta. Con quello che passa il convento naturalmente: progetti a chiamata, voucher, stage.

Ci si vede da Follador, (il bistrot-pordenonese-stile-francese) per un tè al lampone e un cheese-cake. Avevamo un “progetto d’impresa” noi due, (anzi uno dei tanti, quelli che nascono come funghi quando sei già alla frutta) ma si è arenato in Regione e negli enti formativi. Ci siamo abbattute? Solo un po’. Sotto la maglietta scalda-cuore noi donne abbiamo il pelo alto così, e in tasca lo stick per labbra Heroic/Rouge. Come le americane ai tempi della recessione.

Ce la raccontiamo in leggerezza (o quasi), questo è quanto ci permette il conto in banca dello stesso colore del rossetto. Poi si passa ai fatti: ho venduto l’orologio buono.
Sì anch’io ho dato dentro la collana che mi ero regalata con la prima paga, (era negli anni ’80…)
Sai, prima che passi un topo d’appartamento.
Risate. (Amare, ma sempre risate che alzano le endorfine).
Come va lo stage?
Benissimo, ma scade tra qualche settimana e comunque non mi potranno assumere, perciò fra tre giorni parto.
Parti? E dove vai stavolta?
Canarie.
Wow, a fare che?
Non so.
Come non so?
Laura, non so più dove sbattere la testa, ho provato di tutto.
Ti capisco perfettamente (guardami…), ma alle Canarie… conosci qualcuno?
No. Anzi sì, ho un contatto via telefono, mi ospita una amica per un mese e intanto cercherò qualcosa… Là c’è turismo tutto l’anno.
Ammappete, che numero ragazza!
Sì, questa cosa mi fa una paura boia ma non ho alternative.
Ok Sara, mettiamola così: se proprio devi partire almeno vai con spirito di avventura, d’accordo è l’ennesima che fai, comunque sia è sempre un’esperienza. Hai sperimentato tutto finora: impiegata, receptionist, barista, docente, baby sitter…
(Risate)
Sì, potrei scrivere un libro! All’ultimo concorso sono anche arrivata terza.
Ma è vero, siamo allenate, abbiamo scritto per anni con il gruppo di scrittura creativa… Senti, mi sta venendo un’idea: ti andrebbe di aprire un diario in Cafecoworking? Tu parti e mi racconti quello che fai, io faccio il resto. L’esperienza di una disoccupata alle Canarie non è cosa di tutti i giorni!
Hai ragione, è un modo per non sentirmi isolata del tutto.
Ecco, appunto: uno sketchbook day-by-day. Potrebbe venirne fuori una storia…
Come no, una storia a quattro mani, dove a dividerci c’è l’oceano e a unirci ci pensano wi-fi, whatsapp e Messenger!! Altro che Kinsella e Gamberale!
Speriamo che la connessione non vada a banane…
Ancora risate.

La fantasia delle donne salva. Sembra una cosa frivola e leggera, ma salva quanto il Prozac e fa sentire meno il freddo della precarietà e il buio delle incognite, quando non hai più vent’anni e ti restano sono quattro mobili da accatastare nel garage di qualcuno. Però stai ancora decentemente quando respiri, ti rendi conto che non sei malata e un sorriso illumina gli occhi. Perciò avanti, cara mia: finché possiamo parlare, muoverci e pensare, diamoci coraggio. Capelli al vento e andare… la vita è comunque una bellezza. (Torna all’articolo iniziale)

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