Oroscopo 2019

riti di speranza del Capodanno

Per iniziare l’anno nel modo migliore, oggi non scriverò nulla, ma propongo la lettura di questo bellissimo “oroscopo” di Alessandro D’Avenia, che racconta ciò che significa per noi – esseri umani e mortali –  il passaggio dal vecchio al nuovo anno, i riti, i timori, le speranze e le consolazioni dei quali abbiamo sempre bisogno e perché ne abbiamo bisogno. Buona lettura e felice Anno Nuovo!

«Nel 2019 finalmente metterai in atto trasformazioni che finora non eri riuscito ad affrontare».

“Così recita, per il mio segno, uno degli oroscopi in voga, retaggio di riti secondo cui il primo giorno dell’anno ne predice l’intero corso. Anticamente, alla nascita di un bambino, si osservava (skopeo) il tempo (hora) per cogliere l’influsso celeste sul suo futuro: astri e dis-astri. L’oroscopo è uno degli ingredienti del rito del Capodanno, segno del nostro essere fatti fondamentalmente di «speranza». L’uomo infatti vive in un’originale e feconda tensione: sa di essere ma sa anche che il suo essere è precario e ha bisogno di affermarsi, perché alla fine c’è l’abisso della morte. Esser nati non basta, la vita non è compiuta ma è da fare. Per questo il dna di ogni nostra fibra è la speranza, parola la cui radice indica appunto «tendere». Abbiamo bisogno che il nostro io sia confermato nel suo essere qui, che qualcuno gli dica sempre «è bello che tu ci sia»: questo cerca la speranza, tensione tra la gioia di essere emersi dal nulla e la paura di precipitare nel nulla”.

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Chi è Alessandro D’avenia

Buona lettura e buon 2019 a tutti!

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