Il Nature Printing: un piccolo viaggio ludico.

Il Nature Printing non è una novità: è un processo di stampa piuttosto antico, utilizzato per archiviare informazioni precise sulla botanica in tempi in cui la fotografia non era ancora alla portata del genere umano e ora riscoperto per ottenere risultati incantevoli.

Un effetto magico e ludico

C’è un aspetto importante di questa tecnica che al giorno d’oggi la rende ancora più apprezzabile, ed è l’effetto magico e ludico dell’approccio. In un mondo fatto di riproduzioni istantanee e digitali di tutto quanto ci circonda, dove ogni cosa è migliorata, photoshoppata, enfatizzata e portata all’eccesso tramite i filtri, questo metodo lento, antico, imperfetto, acquista un fascino tutto suo.

La raccolta è una fase importante del processo e prima ancora della raccolta lo è il percorso mentale e sensitivo che uno si sente di rappresentare.
Ora, diciamolo francamente: anche questa visione è piuttosto inflazionata – ovunque si sente parlare di “recupero del tempo”, “consapevolezza dell’esperienza diretta” “mindfulness” e via dicendo – ma se uno riesce a staccarsi per un momento dall’offerta generale di salus per aquam” emozionali che promettono un facile benessere psicofisico, allora si riesce a percepire l’effetto reale di ciò che il Nature Printing è al giorno d’oggi.

Un piccolo viaggio ludico. Un modo per ritornare bambini e fermarsi a osservare le cose da vicino per il gusto di farlo, non solo per la loro utilità pratica.
Il fatto di scegliere uno stelo o una foglia per vederle riprodotte come loro stesse permettono (nei limiti della loro naturalezza) è un fatto magico. Divertente. A volte sorprendente.

Questo ci ha spiegato Enrica Pilot in un pomeriggio meteorologicamente irrequieto, quando ci ha radunate intorno ai tavoli da lavoro sotto il portico della sua casa. Due ore ben spese per apprendere tecniche antiche in assoluto relax, con persone nuove da conoscere, ognuna con la sua necessità di investire un po’ di tempo in una relazione più diretta con la natura, con le quali scambiare “live” un sorriso, due parole e una nuova esperienza.
Chi desidera più informazioni può contattare Enrica, direttamente qui. Oppure visitare una delle esposizioni qui sotto e conoscerla personalmente.

Articolo a cura di: L. Battistella –

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