Medicine vere o finte…

Che bella quella sensazione di morbidezza interna, un benessere diffuso come quello delle mani tiepide della mamma che ti massaggiano il petto quando sei bambino. La stessa cosa gratificante si ottiene prima dell’acquisto di un rimedio naturale, che sia omeopatico o derivante dai fiori di bach, l’effetto magico è leggere la sintomatologia corrispondente ai vari rimedi e poi fare una spunta mentale:
«Ma questo ce l’ho! Anche questo qui! Questo sicuro! E quest’altro… come no?»

Medicine vere o finte?

E bello ritrovarsi a pennello nella descrizione minuziosa delle nostre fisime, quasi ci sia davvero qualcuno proprio lì, ad ascoltarti e coccolarti. Ecco, è questa la magia dei rimedi omeopatici e soprattutto dei fiori di Bach. Magia appunto. Se uno comincia a farsi delle domande sul fatto che si tratti di acqua ferma con una percentuale dello 0,00xx di Brandy a scopo conservativo e una manciata di fiori appoggiati in superficie e baciati dalla luce del sole… allora è più efficace una bella camminata lungo la battigia con la faccia rivolta ai raggi del sole e la salsedine che ci frusta addosso e cura quasi tutto. Oppure una passeggiata al parco dove i germogli uno può toccarli, respirarli e baciarli dal vivo.

Ho fatto uso dei fiori di Bach per due volte nella mia vita e di solito sono “l’ultima spiaggia”, quando neppure la chimica sembra trovare una soluzione contro il malessere. Io vado al contrario infatti.
Il primo giorno il rimedio funziona bene, anche perché in genere costa abbastanza e il fatto di aver speso una cifra alza inconsapevolmente il valore del prodotto. Dal secondo giorno in poi la guarigione può accelerare o rallentare secondo il grado di suggestione della persona, una specie di effetto placebo insomma. E questo non è un male: ci sono suoni, profumi e colori che producono lo stesso benefico effetto su una persona, eppure sull’altra magari ottengono l’effetto contrario. Non siamo tutti uguali.

Dagli studi che sono stati fatti in proposito (ma senza validità scientifica) si evince che la terapia a base di fiori di Bach non produce alcun cambiamento energetico veicolato dal potere dei fiori, ma è il semplice gesto di assumere qualcosa a produrre un cambiamento in termini emotivi.
Certo è più semplice delegare la soluzione dei problemi a sette gocce di rimedio, o a una pillola allopatica contro l’ulcera, piuttosto che sintonizzarci con noi stessi per produrre una azione che ci allontani dallo stress. Spesso è davvero complicato. A volte nemmeno si può. Perciò, oltre alla medicina allopatica, ben vengano tutte le soluzioni: dalla torta della nonna alla medicina omeopatica – purché funzioni.
Insomma è la legge dell’attrazione: più ci credi e meglio ne beneficerai.

Stavolta condividerò con voi i risultati della sperimentazione di questi 7+1 prodotti:

Kalium phosporicum D6
Cocculus-Heel
ColesterStop
ColiGasFast
RodiolaMagnesio
Centauri (Bach)
Bush Flower (Bach)
Acutil Lavoro

Prima di tutto: sono rimedi previsti nei casi di iper-attività e situazioni molto tese dal punto di vista emotivo, in parole povere “ansia da prestazione”. Chi non ne ha mai sofferto chiuda pure il post 🙂
L’ansia da prestazione è normalmente una attivazione chimica molto efficace: raddoppia il rendimento sia fisico che psichico, ma se la situazione si protrae o se viene vissuta come l’effetto-Everest allora crea problemi.
Io riscontro spesso il primo caso: le sfide contro me stessa mi piacciono terribilmente, per questo l’attività diventa eccessiva tanto da creare stress. Quando percepisco i sintomi è già tardi, perciò devo correre ai ripari perché di mollare non se ne parla, fin quando l’ansia è ormai diventata routine e tutto rientra nei ranghi.
I sintomi che intralciano davvero la mia giornata sono questi:
Respiro corto, stanchezza micidiale, insonnia anomala, nausea, dolori addominali.

Sono dunque partita con Kalium phosporicum D6: si tratta di Fosfato di Potassio, ma in quantità omeopatiche. Naturalmente i rimedi vanno usati a lungo, io vorrei vedere i risultati in tempo reale e non si può. Non posso dire di aver riscontrato un gran risultato, migliore è stata l’assunzione delle compresse di integratori con sali minerali. Voto: 🙁

Cocculus-Heel invece ha fatto il suo lavoro. La nausea da stress passa velocemente, il risultato è piuttosto benefico. Voto: 🙂

ColesterStop anche: si tratta di riso rosso e ho avuto l’accortezza di usarlo per molti mesi prima di verificarne l’efficacia. Sì, il mio colesterolo congenito si è incredibilmente abbassato senza modifiche sostanziali alla mia normale alimentazione, fatta ahimè di poche verdure a causa delle numerose intolleranze. Voto: 🙂

ColiGasFast l’ho provato per i dolori addominali, dovuti appunto alle varie intolleranze. I componenti a base di Coriandolo, Zenzero, Cumino, Cicoria, Finocchio, Altea rilassano la zona addominale, che già aiuto con l’assunzione quotidiana di fermenti lattici. Funziona. Voto: 🙂

RodiolaMagnesio, ho provato la marca alla quale sono molto affezionata (Vitarmonyl) e anche un’altra (Vitango di Efarma) ma niente. Nessun miglioramento del tono né della resistenza fisica. Il farmacista invece dice che lui si trova benissimo. Voto: 🙁

Centauri (Bach) e Bush Flower (Bach) Ho comprato il primo rimedio e dopo due settimane anche il secondo, che doveva essere in teoria “più forte” perché composto di selvaggi fiori australiani Mi sono lasciata convincere all’acquisto, in realtà conoscendo il processo di creazione non credevo affatto che avrebbe sortito qualcosa. Forse proprio per questo, anzi senz’altro. Come dicevo sopra: la mente guarisce più di ogni rimedio. Bisognerebbe però trovare la chiave d’accesso e non sempre si trova… Trenta euro però… Voto: 🙁

Acutil Lavoro: speravo meglio, in quanto contiene Eleuterococco che su di me ha sempre un buon effetto, ed è l’unico rimedio possibile visto che gli alcaloidi come caffeina e ginseng sono per me veleno puro. Comunque qualcosa fa, però la bustina orosolubile contiene una quantità esagerata di saccarosio secondo me. Voto: 🙁

Ecco, la giornata del “piccolo chimico” si conclude qui (per il momento) fino a quando mi capiterà l’occasione di testare e recensire qualcosa di nuovo che mi sembri “magico” “portentoso” “risolutore”.
Anche se mio zio Lino – che era un grand’uomo, pace all’anima sua – diceva spesso: «Crédeme: meio dell’acqua no ghe xe gnent!»
E in molti casi aveva proprio ragione.
Ciao a presto!

PS: Se hai voglia di sbirciare tra i vari rimedi che ho testato fatti un saltino veloce qui.

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