10 recensioni per l’estate

È da un po’ che non parlo di libri, però non smetto di leggerli.
A casa mia dicono che contribuisco a rialzare la media dei lettori regionali, che però è già altissima, siamo i primi in Italia. Se qualcuno cerca qualche lettura per l’estate 2018, ecco qui le mie ultime dieci recensioni:

1. Travolti dal caso – Joseph Mazur – Il Saggiatore Ed.

Quante probabilità ci sono di incontrare tra gli Aborigeni del deserto australiano un signore di Torino (mai visto né conosciuto) che però è amico di un tuo prozio che abita a Torre? Parecchie, ve lo dico io. La matematica e le mitologie delle coincidenze sono l’argomento affascinante di questo libro, molto attraente per gli esempi eclatanti che porta, a volte complesso quando spiega con metodo le frequenze e le probabilità nell’ottica della meccanica quantistica. Ma una signora che vince quattro volte la lotteria nazionale è sempre un esempio che attira! Consiglio la lettura.

2. Quintetto base – Tiziano Barbisin – Tip. Sartor

Dicono che l’acqua di Torre sia magica, renda forti e vincenti e in particolare crei campioni dello sport. Sembra una leggenda nata sull’onda degli atleti olimpici che mi ritrovo come vicini di casa, invece questo libro me lo conferma: Torre è proprio una terra di sportivi (a parte me, naturalmente, che sono una schiappa fotonica). Ho scoperto che la “Palla al Cesto” si giocava dietro casa mia dal 1915, e fin dal primo derby della storia! Tutto l’evolversi del Basket locale, con le testimonianze e le foto, sta dentro questo libro completo e scorrevole scritto da Tiziano Barbisin con il contributo di moltissimi sportivi, da quelli storici ai più giovani.

3. La città portata dalle acque – Lorenza Stroppa – Bottega Errante Ed.

Non è un romanzo né un saggio né un libro storico. Con il pretesto un po’ surreale di una storia d’amore, due ragazzi ci accompagnano nei palazzi e nei borghi di Pordenone. Si scoprono e riscoprono latitudini dimenticate o frettolosamente nascoste. Qualche salto spazio-temporale ci fa incrociare personaggi pordenonesi ora relegati nei musei cittadini, e con loro cogliamo dettagli che forse non conoscevamo per niente. Un libro vagamente fantasy (illustrato da Federica Pagnucco) delicato e di facile lettura.

4. Santamamma – Giulio Cavalli – Fandango Ed.

L’autore è un attore, scrittore e politico che vive sotto scorta, perché è uno che fa nomi e cognomi. Difficilmente trovo “romanzi” che riportino il presente sociale così com’è. Questa secondo me è la scrittura di chi sa fare bene il proprio lavoro. La scrittura di Giulio Cavalli è come la fontana dopo una maratona. Il libro è la storia di una felicità addomesticata, ordinata e timorosa, quella di un orfano adottato all’età di tre anni per il quale fino a lì era filato tutto liscio. È abbastanza normale adattarsi alle situazioni complicate, ma solo finché non si complicano ulteriormente: per esempio quando ti avvisano che da qualche parte c’è un fratello che non sapevi di avere. Ed è un fratello molto complicato.
Una storia difficile scritta in maniera sorprendentemente facile. Leggerla ci fa solo bene.

5. Maccaia. Una settimana con Bacci Pagano – Bruno Morchio – Frilli Ed.

Quasi mai riesco a leggere gialli o polizieschi, questo però è stato un felice incontro. Sarà l’atmosfera genovese che io amo molto, sarà questo personaggio perfettamente rispondente al cliché del genovese, sarà questo ragazzetto magrebino naturalizzato genovese, insomma più che leggere un giallo mi è sembrato di entrare in sala a godermi un bel film. L’investigatore non ti molla un momento, ti invita a prendere un caffè e quindi sei dentro, parli con lui, contribuisci all’indagine, non ti interessa più tornartene a casa tua. Avvincente. Gustoso.

6. Le parole che fanno bene – Fulvio Fiori – Tea Ed.

Parla di Bioscrittura, la «scrittura che cura», quella che aiuta a sciogliere i pensieri negativi e li trasforma in progetti positivi. L’ho preso eBook, mi accade di rado ma va bene così, ho trovato piacevole e scorrevole la presentazione. Mentre la parte pratica sarebbe più efficace all’interno di un gruppo, con un coach che guida. Nonostante io pratichi la scrittura creativa non sono stata motivata abbastanza per affrontare gli esercizi. Sicuramente è utile per chi cerca un approccio iniziale.

7. Il libro che ho lasciato a metà: Pétronille – Autore Amélie Nothomb – Editore Voland

Mai basarsi sulle recensioni dei giornali. Troppo semplice, troppo scontato. Ho atteso un guizzo di vita fino al terzo capitolo, ma il paziente era morto.

8. Il libro che ho appena ordinato: I batteri della felicità – Alanna Collen – Hoepli

Solo il 17% siamo “noi” il restante del nostro corpo sono comunità di batteri. Richiedenti asilo o extracomunitari? Mamma mia, come si fa a non leggerlo subito?

9. Il libro introvabile: Malacqua – Nicola Pugliese -Tullio Pironti Editore

Il fatto che Calvino volesse farci qualche modifica e Nicola Pugliese abbia risposto “picche” me lo rende intrigante. Che gli inglesi lo leggano, ma da noi sia sconosciuto ai più, lo fanno ancora più intrigante. Lo immagino come una specie di “Il mare non bagna Napoli” che io adoro, ma che la maggior parte dei napoletani odia. Non vedo l’ora che arrivi.

10. Il libro che sto leggendo: La pedagogia degli oppressi Paulo Freire – Ega Editore (PDF)

Non so se ho iniziato a leggerlo perché ne ho sentito parlare o perché mi sono imbattuta durante una ricerca, fatto sta che l’autore l’ha dedicato “agli straccioni nel mondo e a coloro che in essi si riconoscono e così riconoscendosi con loro soffrono ma soprattutto con loro lottano”. Il pensiero di Paulo Freire si orienta alla conoscenza sociale più che a dispensare lezioni didattiche: l’educazione come strumento di liberazione. Perché leggerlo? Perché attraverso il dialogo riesce a connettere le persone con opinioni opposte. Quindi, una rarità. (Il PDF è scaricabile anche gratuitamente su web).

 

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