LA “MIA” PORDENONE

Ecco i miei indirizzi preferiti. Le traiettorie personali per godermi la città in base alla stagione: le strade, i negozi, il verde, i sapori, i colori. 


VILLA CARINZIA (E IL FOLLETTO BILLY)
viaLE MARTELLI 51

Perché andarci? Alla fine del 1800 era l’abitazione di rappresentanza, riservata al direttore del cotonificio Amman, (la storica filanda ormai in disuso). Dal 2001 è sede di uffici amministrativi del Distretto urbano, ma per noi di famiglia resta la casa del folletto Billy. Nel meraviglioso parco della villa, ora aperto al pubblico, esiste da vari anni il “Giardino delle Sorprese”, un posto magico che inizialmente veniva usato per avvicinare gli alunni delle scuole elementari alla vita naturale e rurale. E così che abbiamo conosciuto il Folletto Billy… Vive nella cavità di un grande platano centenario, e se vuoi saperne di più, leggi qui la sua storia.

ENOTECA AL TRAMAI
via OSPEDALE VECCHIO 15

Perché andarci? Mi ha portato un’amica e io – da astemia – mi sono trasformata in una estimatrice (moderata…) di vini rossi. Ci vado d’inverno in compagnia delle persone più care. Annalisa ti viene incontro con il suo profumatissimo “Tardivo” color rubino, accompagnato da baccalà, gorgonzola, polpette, ostriche… e qualche volta da una superlativa fetta di Linz-Torte casereccia. Il locale è piccolo, suggestivo, pieno di belle persone. Si esce con un sorriso che non finisce più.

PARCO DEL SEMINARIO (HUMUS-PARK)
via Martiri Concordiesi

Perché andarci? Racchiuso tra il fiume Noncello e il canale Amman è un parco silenzioso e di grande respiro. Perfetto in qualsiasi stagione per camminare e pensare in solitudine, si può percorrere in lunghezza da Pordenone fino a Torre e scoprire allestimenti land-art e poi, con qualche centinaio di metri ancora, trovarsi nel parco del Castello dei Conti di Ragogna, o tra i mosaici di una antica villa romana. Sul finire dell’estate i cespugli si riempiono di more e spesso si vedono sportivi concedersi una pausa per assaporare i frutti, ma anche persone armate di cestini per la raccolta. Ne ho raccolte anch’io un piccolo mucchietto per farne un vasetto di marmellata e non di più… il resto preferisco che se lo godano i cinguettanti abitanti del bosco. Questo posto è molto diverso dagli altri parchi cittadini, non è affollato, al massimo trovi qualche solitario pensatore col suo fedele Fido, e ti dà quella bella sensazione di trovarti in campagna senza uscire dalla città. Qui c’è la mia esperienza con le more raccolte lungo le sponde del fiume.

MEDIATECA DI CINEMAZERO
Palazzo Badini – Piazzetta Cavour

Perché andarci? Prima c’era la sede Universitaria cittadina: bellissima. Lì ho fatto il primo corso di Narrazione e Palazzo Badini mi è rimasto nel cuore. La Mediateca è un bel posto, esteticamente stimolante, con frequentatori eterogenei per età: bambini, ragazzi, adulti e senior, mi piace molto questa mescolanza. Sugli scaffali ci sono riviste e libri, c’è uno spazio dove i piccoli possono giocare con la Play, una saletta multimediale con postazioni libere, il wi-fi è gratuito, si possono richiedere consulenze per ricerche o altro. È un posto molto attivo eppure tranquillo e silenzioso. Bello.

LIBRERIA GIUNTI AL PUNTO
CORSO VITTORIO EMANUELE 31,B

Perché andarci? Amo tutte le librerie della città (ognuna per una qualità propria), a questa sono legata affettivamente avendola percorsa in lungo e in largo fin da bambina: dal salone grande su per le scalinate in pietra, fino alle soffitte con gli abbaini sui tetti. Era la sede di una pellicceria storica, dove mia mamma era impiegata alla cassa. Ora è una libreria dinamica, sempre aperta e liberamente frequentata. I libri sono esposti anche fuori in contrada maggiore, e mi attirano come il miele, quindi entro sempre a dare un’occhiata.