La Jungla in città

Osservate bene: non è la Jungla Equatoriale, siamo in centro a Pordenone.

Ci credereste? Infatti è vero.
Qualche giorno fa ho inserito un post per promuovere gli orti verticali (vedi qui), dove ho parlato di ciò che crediamo essere “la natura”.

«Andiamo in campagna, in mezzo alla natura a respirare aria buona!» diciamo di solito. Ma quella non è la natura, la natura è questa qui sopra.

Vi ricordate la festa degli Alpini di tre anni fa? Il solerte lavoro delle brigate aveva ripulito e restituito alla cittadinanza molti spazi antropizzati che “la natura” si era mangiata nel tempo. Perché infatti Madre Natura è questa, e noi possiamo solo venire a patti con essa. Senza la mano dell’uomo il movimento lento e forte della terra riporta le cose seguendo leggi universali che non sono le nostre. Qui una piccola testimonianza nel nostro centro cittadino:

A pochi metri l’una dall’altra convivono espressioni diverse del nostro mondo: un albero di melo fiorito si specchia in un rivolo d’acqua, sullo sfondo di prati ben curati e rassicuranti dove andiamo a fare corsette oppure a far passeggiare i cani. È il Parco del Seminario. Qualche metro più in là, costeggiando via Revedole, ecco la jungla impenetrabile dell’ex Cotonifico Veneziano Amman. Ugualmente bello, perché in questo luogo inaccessibile si ripopolano indisturbate la fauna e la flora locali, a pochi passi dalla caotica doppia rotonda del Maglio. Qualche anno fa, dal camminamento che costeggia via Martelli, si poteva vedere tutta la costruzione del vecchio cotonificio perché era stato completamente ripulito l’avvallamento di fronte alla torretta dell’orologio, ora non si vede più nulla e lo stesso percorso pedonale (l’accesso è interdetto da qualche tempo) viene lentamente fagocitato dai rovi, dalle erbe selvatiche, dal muschio, mentre i muretti e le recinzioni cedono.

Al contrario, un altro luogo magico che costeggia gli argini è oggi percorribile: il Parco Flu. Sembrerebbe di camminare in un sentiero di montagna invece siamo in piena città: il campanile di San Marco occhieggia tra le foglie. Questo sentierino, che parte dalla ciclabile che costeggia via Martelli e arriva al ponte “di Adamo ed Eva” si snoda sinuoso tra le risorgive e nasconde un lavatoio ottocentesco dove le operaie venivano a lavare i panni. Sono luoghi che ci sembrano fiabeschi e magici, un po’ la terra di mezzo, per noi che siamo cresciuti nel rumore meccanico più che nel silenzio dei boschi. Anche questa “ripulitura” la dobbiamo inizialmente al buon cuore degli Alpini, e ora viene mantenuta con la buona volontà delle amministrazioni comunali. Senza andare lontano o fuori porta, anche questi sono piccoli polmoni verdi alla portata di tutti. Una guida molto dettagliata che vi porta alla scoperta del Parco Flu la trovate qui, a cura di MarcolinUrbanGreen.

Buona Festa della Terra!

Testi e foto: L. Battistella – PH Credits: la foto del lavatoio è ricavata dal sito “marcolincovering.it

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