I MIGLIOR ANNI

Era stanco di sprecare i migliori anni della sua vita.
Al compimento dei trentatrè ha mollato la sua occupazione (non di turnista siderurgico, ma di giornalista, comunque inchiodato 12 ore davanti a un computer), ha affittato il suo bilocale in città – eredità della nonna – e si è cercato due stanzette e un po’ di orto in un posto sperduto vicino al mare, dove poter vivere con molto meno.

Ha deciso di cogliere l’attimo

Ha deciso di cogliere l’attimo, smentire la famosa frase di George Bernard Shaw “Si spreca la gioventù dandola ai giovani” e godersi la pensione subito. Ha detto che a lavorare ci tornerà verso i 50, quando avrà accumulato esperienze, aria e sole in abbondanza e vorrà sedersi tranquillo dietro a una scrivania. La giovinezza non aspetta.
Verrebbe da dire: chi non lo farebbe, avendo un tesoretto di metri quadri da affittare? Magari si, forse anche no. Non è garantito che ritroverai un lavoro a cinquant’anni. Ma non è neppure garantito che lo troverai adesso. O che arriverai a 50 anni. Bisognerebbe chiedelo a Mauro Morandi che di esperienza in materia ne ha.

Quante volte capita di fantasticare di mollare tutto? Difficile da applicare ma non impossibile. Ciò che rende complicato fare questo passo è che siamo tutti addomesticati. La libertà che cerchiamo è quella di poterci esprimere, essere noi stessi. Ma la maggior parte delle volte agiamo per essere accettati, per compiacere. Questa è la fine che ha fatto la nostra libertà. Più forte della paura di rischiare, di volare e anche di non poter tornare.

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