Una disoccupata alle Canarie – 1° Giorno

Lei è la mia amica Sara, e questa è la sua storia.
barra-1giorno02/12/16 Pordenone

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Mi trovo in strada a -2 gradi e tutto quello che rimane di me sta in una valigia di 21kg. Aspetto che la mia amica Antonella mi recuperi e mi porti all’aeroporto di Venezia. Si gela ! Non ho piu’ lacrime per piangere, dopo giorni interi passati a svuotare quella che e’ stata la mia casa per un anno. Giorni trascorsi a sperare che qualcuno all’ultimo momento chiamasse per dirmi “La sua domanda di lavoro è stata accettata…”, giorni passati a salutare tutti, per convincermi che quella che stavo facendo era una possibilità da cogliere e non la fuga da una situazione ormai senza speranza. Ripenso al giorno in cui ho deciso di licenziarmi da un posto fisso part time, per lavorare a tempo pieno in un’altra città, lasciando così ai miei figli adulti quella casa fonte di continue ritorsioni da parte del mio ex marito, mai sazio di rappresaglie per averlo lasciato quindici anni prima.

Sono ancora disoccupata da quel giorno, ormai sono quasi due anni, se escludo qualche lavoretto con voucher a progetto, in stage e di colore alternativo al bianco!

img-20161204-wa0004Consapevole che un cambio radicale si fosse reso necessario ho preso il primo treno che passava, schiantandomi nel nulla a quasi cinquant’anni e trovandomi in pochi mesi senza lavoro, senza casa, senza i miei figli, senza soldi e pure sottopeso. Concludo questa breve ma necessaria premessa, altrimenti non si capisce come sia arrivata al ground-zero, con in mano un biglietto della speranza, di sola andata. Vedo in lontananza i fari della macchina che aspetto, ormai è fatta, non posso piu’ tornare indietro. Si parte.

Alle h. 14.00 locali, quindi un’ora indietro rispetto all’Italia, appoggio i miei piedi sull’isola di Fuerteventura e ci sono +30 gradi. Inizia unarrival‘altra avventura, o disavventura! Le valigie stanno scorrendo sul rullo n. 4, intravedo la mia e tiro un sospiro di sollievo, ma quelle della mia amica e dei suoi tre cani, nemmeno l’ombra. Così perdiamo un’ora all’ufficio bagagli smarriti per fare la denuncia mentre il suo compagno ci sta aspettando impaziente al parcheggio, dentro la macchina presa a noleggio e sotto un sole cocente.

Usciamo trafelate, saliamo e subito loro due iniziano a litigare: «Ma amore, sta macchina la xe un cesso!» «Oh Anto no sta romperme i cojoni appena rivada…» Il resto del viaggio fino a casa, lo lascio all’immaginazione. Attraversiamo la zona di Porto Rosario fino ad arrivare all’estremo nord, io con lo sguardo fisso verso il finestrino ad ammirare sorda ed estasiata quello spettacolo della natura che si vede nei documentari in tv, tutto mi conferma di essere stata catapultata in un paradiso terrestre, e loro proseguono a discutere.

H. 22.45 sono seduta nel letto in lacrime e già voglio tornare! Con i tappi nelle orecchie, mando un ultimo messaggio whatsapp ai miei ragagazzi per augurare loro la buonanotte e poi sprofondo esausta nel sonno delle Canarie. (Prosegui – Vai al 2° giorno)

PH Credits: C.P.® – Riproduzione Riservata. / Testi: C.P.® – grafica: Laura Battistella Riproduzione Riservata.

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