Candelora, dell’inverno semo fora…

“Candelora, dell’inverno semo fora, ma se piove e tira vento dell’inverno semo dentro!”

Mia nonna e poi mia mamma lo ripetevano ogni anno. Ma cos’è questa “Candelora?”

Siamo nel mese di febbraio, il cui nome deriva da “februare”, cioè ‘purificare’. Perché febbraio è  un mese in cui il buio dell’inverno schiarisce, e anticamente coincideva con l’inizio del nuovo anno (nella Roma antica l’anno cominciava a marzo). Dunque era un mese di passaggio e di purificazione (la februatio) prima della primavera. In questo periodo si accendevano lampade e fuochi nei riti pagani, ancor prima della cristiana processione “Candelora” di febbraio.

Questi sono chiamati “i giorni della merla”: la leggenda racconta di una merla che esibiva il suo piumaggio candido in onore alla primavera, al che gennaio, sentitosi offeso, scatenò una improvvisa  gelata, tanto che la merla infreddolita, si rifugiò per tre giorni in un camino e quando ne uscì il suo manto prese il colore della cenere come punizione per aver gioito troppo presto.

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