Una disoccupata alle Canarie – 2° giorno

03/12/16 – Fuerteventura

H. 7.15
La sveglia suona impazzita, incurante del fatto che ora mi trovo in un’isola in mezzo all’oceano, poco distante dalle coste africane, e qui il leitmotiv è: Con calma, molta calma – No stress.
Mi guardo attorno… ricomincio a frignare e siamo solo al primo giorno! Scendo dal letto, indosso velocemente una tuta ed esco. Piove (grrr, ma qui non c’era sempre il sole?) Inforco la prima bici che trovo e vado verso il mare. Pedalo e piango finché intravedo un babbo natale con una tavola da surf sotto braccio che indica la direzione di un Grand Hotel.

img-20161209-wa0003È un un po’ ridicolo, ma anche qui ci si prepara al 25 dicembre. Entro speranzosa, per consegnare il mio primo curriculum, ma mi accoglie una receptionist in abito macorero che mi mitraglia in spagnolo spiegandomi che lo devo inviare via email, poi si congeda con un sorrisino beffardo e un “Buena suerte” mentre con tutto il mio bonton le mando un sonoro “Vaffa“.

Uscendo con passo spedito osservo con una certa invidia il concierge marocchino (lui almeno un lavoro ce l’ha) e torno a recuperare la bici mentre i nuvoloni minacciosi iniziano a scaricare una pioggerellina fitta e fastidiosa. Lavata fradicia, rientro a casa e mi attacco disperatamente al wi-fi. Inizio a mandare Curriculum a tutti gli indirizzi che mi ha passato la mia amica, poi scrivo a Laura.

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«Mi sento una cretina, cosa pensavo di risolvere qui?»
E lei mi risponde: «Sara, non essere impetuosa come una mareggiata… mantieni la calma, non ci sono scelte sbagliate, ci sono esperienze che possono farci diventare migliori. Sono quelle più difficili che ti fanno apprezzare quello che sei e quello che hai. Ora la tua faccia è pure internazionale, con tutti i curriculum che stai seminando». Emoticon faccina sorridente.

H. 15.00 qui dormono ancora tutti, pure i cani, ho fame e mi rimetto a piangere.
H. 15.45 sento un rumore, intravedo Luciano sulle scale che con la cadenza veneziana mi dice “Andemo a magnarse un panin dal me amigo napoletan, in piassa” ed io senza fiatare, lo seguo.

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Luciano e’ uno chef di quasi 50 anni e circa 140 kg che in Italia ha gestito diversi locali, chiusi per motivi burocratici. Ora ha scelto di vivere e lavorare qui perché sostiene, la vita è più semplice, poche tasse, turismo e sole tutto l’anno, niente stress e si vive con poco. Il panino di Nicola è fantastico, non ne ho mai mangiato uno così: quella che sembrava una delle tante bettole sparse ed imbucate di soli tre metri per quattro è invece una miniera d’oro! Surfisti ed intenditori locali si presentano qui a tutte le ore del giorno e della notte.

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H.17.45 un tramonto mozzafiato ti aiuta a dimenticare per un attimo di te stessa.
H. 18.00 qui è già buio.
Rientriamo a casa dove troviamo Antonella intenta a pulire. È mancata per venti giorni e lui – rimasto solo – di faccende di casa ne avrà fatte ben poche. Ovviamente litigano anche per questo.
H. 21.30 ho fame, qui gli orari hanno un’inversione misteriosa rispetto agli standard normali. Usciamo, ci aspettano dei loro amici al CiccioPizza e poi andremo a vedere uno spettacolo di DragQueen, nella piazza maggiore. Come prima uscita no comment. Qui la sera si trova davvero di tutto. Osservo, archivio, possibilmente rimuovo. Rientro sconvolta e verso l’una di notte mi addormento come un ghiro, senza aver nemmeno il tempo di una lacrima. (Vai al 3° giorno)

PH Credits: C.P.® – Riproduzione Riservata. / Testi: C.P.® – grafica: Laura Battistella Riproduzione Riservata.

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