Aprile, cambiare aria!

“Oh sì, questa volta penso a me: ogni mattina una corsetta al parco, alla domenica mi ossigeno al mare, macedonia fresca a colazione… via i grassi saturi e avanti le vitamine, mi iscrivo al corso di Total Body Elastic Gym Ball, prenoto un appuntamento dall’osteopata, tiro fuori dall’armadio il vogatore, tappetino in camera per il massaggio zen con olio degli Elfi, manicure e scrub ogni venerdì… ” Oddio che stanchezza.

È un programma da Combat Win Chun: non ce la facevo a vent’anni, figuriamoci adesso. Attività lavorativa permettendo, dove lo trovo il tempo necessario per lavare, stirare, passare lo straccio, cucinare? Se ci penso mi viene un leggero attacco di ansia e vorrei partire subito per la Côte d’Azur, o ancora più lontano, ciao ciao arrivederci a tutti…

Siccome la legge dell’attrazione funziona a intermittenza per i normodotati (è vero che mi capita spesso di trovare cinque centesimi a terra, ma di questo passo non ce la farò a prenotare neanche un weekend a Bibione, che già andrebbe benissimo), dunque per il momento è meglio attingere a quanto di più abbondante io conosca, la fantasia.

Non c’è altra vita all’infuori della nostra: apprezziamola appieno. Possiamo concentrarci sulle nostre risorse, migliorando le energie senza restare impantanati nei pensieri improduttivi. C’è una scatola dei sogni interiore che si può aprire nei momenti di “panico”: l’immaginazione!

Cosa mi impedisce di utilizzare il tragitto per andare al lavoro ammirando i germogli, invece di imprecare perché il semaforo è rosso? Usare l’immaginazione aumenta il senso di felicità, migliora la salute emotiva e tiene al largo le malattie. La pazienza non è un dono per pochi eletti (troppo comodo per gli altri!) ma una specie di muscolo che si allena e fa diventare migliori: proattivi e non reattivi. È questione di fare allenamento, nella nostra routine quotidiana. L’immaginazione è il punto di partenza dei progetti, e i progetti procedono persino quando “si simula”.

Come lo sto migliorando questo Aprile, considerando i potenti mezzi che ho a disposizione? Niente di marziano, procedo per piccoli “tocchi”. Ecco quattro esempi:

  • Liberandomi del ruolo abituale. Per esempio cambiando (quasi) completamente attività per passare a con-dividere. Se il mio “committente” non è più l’azienda produttiva ma la persona – e particolarmente la persona fragile o con disagio – imparerò davvero a crescere, soprattutto attivando la modalità ascolto sincero.
  • Se alla domenica non riesco a passeggiare sulla battigia pazienza, posso farlo in riva a un fiume o in qualche altro angolo verde davvero bellissimo: guarda qui.
  • Se non posso fare una visita culturale al musée de l’Armée di Parigi posso comunque ammirare quello che ho sottocasa: ne abbiamo da vendere…per esempio le incredibili strutture fortificate del genio Chasselops a Palmanova: Qui.
  • Se ho voglia di coccole mi faccio un tè, con un dolcetto last minute… Scorciatoie meno ortodosse e divertenti anche per chi in cucina si annoia a morte: Qui.

Sdrammatizzare. Rabbia, frustrazione, gelosia mi sembrano lati poco presentabili perché mascherano la parte più autentica che ho chiuso in cantina per paura del giudizio altrui o per un eccessivo senso del dovere. Cercare l’approvazione degli altri ci allontana dai nostri talenti naturali rendendoci “brutte copie”. Ora provo a dare spazio anche ai lati nascosti, che spesso nascondono tesori, e come disse Oscar Wilde: “Sii te stesso, tutti gli altri sono già occupati”. Ma tu, chi vuoi essere veramente? Leggi qui.

Scegliere con attenzione. “Prendere o lasciare” è un cappio al collo che non aiuta a riflettere. Ma nemmeno attaccarsi alla zona comfort (cioè non scegliere niente) aiuta molto. Prendersi il tempo necessario per valutare pro e contro invece va bene, infatti la frase “ci devo pensare un po’ su” è quella che riporta il giusto valore alle cose (in questi tempi fotonici), ed è la scelta più saggia da fare.

Testi e immagini: L. Battistella

 

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