Barbera e Tartufi: un’esperienza fuori porta

VINI E TARTUFI DI PIEMONTE CONTRO IL MAL D’AUTUNNO

Langhe-Roero. Due giorni disponibili e un territorio vasto quanto cento comuni, con sei zone d’eccellenza: colline del Barolo, Castello Grinzane Cavour, Colline del Barbaresco, Asti Spumante, Nizza Monferrato, Colline della Barbera… Sapreste districarvi? 
Si rischia di perdersi. Meglio affidarsi a qualcuno che ne sa di più e ottimizza i tempi. Io infatti ho avuto questa fortuna: una cugina e il suo moroso genovese che da otto anni perlustrano la zona a caccia di eccellenze e ci “iniziano” alla cultura Slow WineSlow Food, organizzando per noi un tracciato sulla direttrice tra Asti e Alba.

Focacce calde dei Magi

Tanto per cominciare: dove fare tappa? Posti belli ce ne sono molti e i cugini propongono il loro B&B preferito: l’Agriturismo dei Magi, un casolare di fine settecento in posizione strategica (restaurato dal proprietario in persona) nel pieno rispetto dell’architettura locale. Deliziosa la costruzione (proprio sull’altura di Priocca d’Alba) e amabili i suoi proprietari. Le camere molto spaziose hanno una spettacolare vista sui colli. Arredamento d’epoca (funzionale e ben studiato), caminetto, pavimenti in cotto, soffitti a botte e bagni accessoriati. Tutto questo benessere avvolgente è favorito da rassicuranti caloriferi di antico aspetto che, quando si spengono, mantengono una temperatura morbida ottimale. Il prezzo per una doppia è buono e adeguato all’offerta, circa 80 euro a notte (nel periodo di fine ottobre). Al mattino la colazione si consuma nel tinello davanti al caminetto acceso: ti avvolge una fragranza di torte e biscotti sfornati dalla proprietaria (Volete un esempio? Torta al cioccolato gianduia con salsa di pere e menta ♥). Salumi e formaggi vengono accompagnati da squisite composte di mosto di Nebbiolo, rigorosamente fatte in casa, e serviti con focacce calde. Nel seminterrato c’è anche una deliziosa cantinetta dove chi vuole può acquistare i vini e le marmellate di loro produzione.

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Castello Grinzane-Cavour

 Andar per cantine. 
Ci lasciamo condurre dai cugini: hanno selezionato per noi alcuni produttori. La scelta è fatta in base al loro gusto personale e all’affinità elettiva con i vignaioli. Infatti rimaniamo subito coinvolti in questa filosofia di equilibrio con la natura. I vignaioli che incontriamo sono legati alla visione più naturale delle cose per una questione fondamentale: mantenere la loro salute e quella dei loro figli anzitutto, e quindi anche la nostra. Senza estremismo. Senza eccessi. Ma con antica saggezza.
 Delle aziende visitate mi colpisce soprattutto la profonda conoscenza del bene e del buono, che superano in lunghezza la visione puramente commerciale, senza per questo peccare nella preparazione tecnica e tecnologica (anzi!). Insomma: l’essenza ritrovata. Finalmente.

Cantina Hilberg-Pasquero

I coniugi Hilberg-Pasquero, per esempio. 
La loro azienda è una cascina con solide fondamenta tradizionali che affaccia sul colorato digradare di filari e racconta di una storia familiare che mantiene vivo il contatto con la terra. La signora Annette ci accoglie come gente di famiglia e ci guida alla conoscenza delle varietà e delle specifiche proprietà dei vini, raccontandoci anche la diversità di approccio degli acquirenti in base alla nazionalità. Il “gusto del vino” cambia infatti da cultura a cultura. La qualità di queste bottiglie è notevole e – lasciando perdere lo stereotipo molto buffo che avevo in mente a proposito dei sommelier – la degustazione è in realtà un’esperienza formativa e culturale davvero interessante. 
La vita del coltivatore è carica di impegni perciò, nel caso qualcuno volesse far visita a queste cantine è sempre corretto annunciarsi telefonicamente.

Cantina Ceste – Govone

Un milione e mezzo di euro, a ettaro… La filosofia Slow Wine consiste per esempio nel fare scelte controcorrente, spesso in opposizione al comune sentire economico. Così ci racconta un altro vignaiolo di Priocca che rappresenta una lunga tradizione familiare. Capita che l’agricoltura abbandoni una coltivazione secolare per una migliore offerta del mercato. Non è inusuale anche dalle nostre parti (nord/est) passare da una coltivazione di mais a una di soia o di Kiwi per finire con la barbatella da prosecco. Si pianta in base alle quotazioni.
 Ci raccontano che la Barbera era considerata fino agli anni ottanta quasi un vino da osteria. Ora “osteria” è un termine stellato e questi vitigni sono valutati anche un milione e mezzo a ettaro: «Ci ho pensato un po’ su, quando ho sentito l’offerta,» dice il vignaiolo con un bel sorriso e l’accento piemontese: «Sono trentasei ettari, moltiplicato per un milione e mezzo…»
 Saprebbero le multinazionali mantenere nel tempo lo stesso rapporto di rispetto con l’ambiente? Gli chiedo. Il nostro vignaiolo sorride e con questo ci ha già risposto. Intanto mi domando, e io? Saprei rifiutare un’offerta del genere? Speriamo che l’incredibile buonsenso di queste persone prevalga sempre sulla comprensibile tentazione umana. Chapeau.

Osteria Unione di Treiso

A proposito di Slow Wine, a mezzogiorno ci viene voglia di Slow Food.Dopo aver visitato lo spettacolare Castello Grinzane Cavour (residenza del famoso statista, nelle cui sale si svolge l’Asta Mondiale del tartufo bianco d’Alba), ci sembra cosa buona e giusta fare una tappa gastronomica proprio nel luogo che diede i natali a Slow Food.
 Treiso, questo piccolo manipolo di case conserva un’Osteria detta dell’Unione di Treiso dove cominciò il sogno di Slow Food alla ricerca delle radici culturali. Di qui sono già passati il padre di Oscar Farinetti, Carlo Petrini e ora anche noi. I piatti sono quelli della Storia: coniglio, tajarin, capunet, i ravioli, i salumi con le frittatine (qui fotografati da M. J. Dorn), la ratatuja, il bonet… Non si capisce perché questo locale non compaia nell’elenco delle Osterie d’Italia di Slow Food. Ma noi la segnaliamo certamente.

Flan_Sinfonia di Sapori

Un posto davvero eccellente è il Ristorante Sinfonia dei Sapori, a Priocca.
 Mi sento di consigliarlo vivamente. Una storica casa di mattoni circondata da un giardino frondoso riserva all’interno una incantevole scoperta di sapori. I Menu da tre, quattro o cinque portate consentono ogni possibilità di abbinamento. Cosa dire della carne cruda alla Monferrina con Tartufo o dello spezzato di guanciotto d’asino al Barbera? E della sinfonia di Bollito alla Piemontese con i bagnet? O del Flan di cardi (qui nella foto) con leggera fonduta? Non posso nemmeno descrivere la sensazione che mi ha dato assaggiare finalmente il Bonet, il dolce preferito di Camillo Benso Conte di Cavour che occhieggiava regolarmente verso mezzogiorno dalle pagine del libro di storia, è dall’età di dodici anni che desideravo assaggiarlo. Vi dico solo che una porzione non mi è bastata. (Per una che soffre di intolleranze varie, direi che questo pranzo è quasi un’esperienza mistica…)

Sempre nei dintorni, soprattutto nella bella stagione consiglio di fare una sosta a Magliano Alfieri, al ristorante pizzeria omonimo, soprattutto per una questione estetica: il giardino-terrazza offre una visuale di incomparabile bellezza. Il locale è esattamente all’interno del Castello e ci sono numerose sale, il personale è giovanissimo, cordiale, sorridente. Il menù è quello di una pizzeria ma comprende anche molte buone insalate e altri piatti semplici e curati.
 Da non perdere una passeggiata per Alba, in autunno è ricca di manifestazioni. Bisogna dire che la cittadina è prettamente turistica e qui i prezzi salgono un pochino. Lungo le vie centrali si affacciano i vari negozi di specialità: le torte di nocciole, i tajarin, il famoso Tartufo. Ci sarebbero da nominare molte cose ancora, per esempio una visita alla Torre di Barbaresco che domina tutta la valle del Tanaro, oppure il Castello di Govone bella residenza Sabauda che domina l’antico borgo. Tante, troppe le cose da dire. Vi conviene prenotare un weekend in libertà, e perdervi letteralmente tra i colori, i sapori e le brume autunnali. Quello che si spende così si guadagna in salute!

Grazie a Monica e Gabriele ♥ per aver condiviso con noi i loro indirizzi del cuore:

OSTERIA DELL’UNIONE – TREISO
RISTORANTE SINFONIA DI SAPORI – PRIOCCA
AZIENDA HILBERG-PASQUERO – PRIOCCA
AZIENDA VAL DEL PRETE
 – PRIOCCA
AZIENDA PONCHIONE
 – GOVONE – CANTINA CESTE
 – GOVONE

Testi: Laura Battistella – Immagini: Laura Battistella – Enrica & Michael Hutchinson – M. J. Dorn

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