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ALLA SCOPERTA DELLA PROVINCIA CHE LAVORA

Pordenone è la provincia più a occidente del Friuli Venezia Giulia ed è sempre stata una città industriosa, non a caso qui si trovano tra i maggiori distretti del mobile, del coltello, della meccanica, elettromeccanica e gomma-plastica. Senza dimenticare il settore tessile, dell’artigianato e dell’agricoltura. Le attività di questa regione nascono in gran parte come aziende a conduzione familiare, per poi espandersi nel tempo, quasi mai però vedono allacciare tra loro rapporti di condivisione del proprio know-how. Perchè?

Forse per timore di perdere la propria identità storica. Eppure, mai come in questo periodo andrebbero incentivate le alleanze commerciali: ci sono ambiti del nostro territorio che racchiudono delle “perle nascoste” in molti settori. Che ne dici del TURISMO INDUSTRIALE? (Guarda QUI un bell’esempio di recupero pubblico). (continua a leggere)


COSA CI SARÀ MAI DA VEDERE, A PORDENONE?

Il nostro territorio è molto diversificato: le quattro province, con mare, monti e pianura offrono ampie possibilità di svago. La montagna pordenonese è quasi subito identificata con gli impianti di Piancavallo, ma c’è anche dell’altro…

Vogliamo parlare dei percorsi Nordic Wallking di Andreis? O della Barcis Motonautica (Campionato Mondiale per la categoria F. 500). E spostandoci verso le Dolomiti friulane, dei percorsi FatBike a Forni di sopra? E sempre a Forni di Sopra, della spettacolare CorsaCrazy-Bob? C’è poi tutto un fiorire di belle manifestazioni nei piccoli borghi che sono tra i più belli d’Italia. Il Presepe familiare alle finestre di quel delizioso paesino che è Poffabro, per esempio, o la Sagra del cesto, tra le risorgive appena ai piedi delle montagne a Polcenigo


IL MARE NASCOSTO – LA LAGUNA

Grado e Lignano sono il mare dei friulani. Ognuno di noi conserva in quelle spiagge dorate e lunghe da percorrere qualche ricordo, qualche profumo nostalgico, qualche amore. Il mio personale è quello che definivo “profumo di tedeschi”. Chissà quale marca di prodotti solari caratterizzava negli anni ’70 il tipico profumo fresco dei villeggianti teutonici. Ora non si sente più, forse la cosmesi italiana ha battuto la chimica tedesca.

Sostanzialmente le due città hanno mantenuto la loro tipicità: servizi e impianti sportivi, ordine, pulizia, tanti negozi e locali ben organizzati. Romantica atmosfera fin de siècle per Grado, moderno dinamismo per Lignano. Ci sono però delle zone meno trafficate dal gran turismo, che sono dei piccoli gioielli. Marano Lagunare ad esempio è una di queste. È una località dove si possono trovare un porto vivace, una bella spiaggia e riserve naturali per fare birdwatching. Possiede un centro storico raccolto e molto tipico, con un suo turismo invernale che viene coltivato dai  gestori dei locali caratteristici, dove si può gustare la tipica cucina di mare. Ci sono ritornata dopo molto tempo questa primavera, e qui vi lascio un piccolo reportage: IL MARE NASCOSTOLAGUNA


Testi di Laura Battistella